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Consumo elettrodomestici in standby: come ridurre gli sprechi e risparmiare sulla bolletta

Il risparmio sulla bolletta della luce passa attraverso un’oculata gestione del consumo degli elettrodomestici.

Se la svolta verso l’Internet of Things può contribuire a migliorare l’approccio alla tecnologia, non basta la sola intelligenza artificiale per correggere le cattive abitudini. Tra queste c’è quella di trascurare il led rosso che segnala lo stato degli elettrodomestici in standby. Una dimenticanza per cui, come evidenziato dagli studi del progetto Europeo EURECO, il consumo di standby delle famiglie italiane composte da almeno tre membri si aggira intorno ai 315 kWh/anno. Scopriamo come si traduce questo dato e quanto ci costa ogni anno.

Consumo standby: quali apparecchi consumano di più?

Prestare attenzione al consumo in standby significa rispettare l’ambiente e il proprio portafogli. La lucetta rossa, apparentemente insignificante, che resta accesa una volta spenti gli apparecchi, influisce sul consumo degli elettrodomestici.

Ciò avviene perché, anche da spenti, gli alimentatori non smettono mai di assorbire energia. Ma quali sono gli elettrodomestici in standby dal consumo più elevato? 

È utile sapere che sono ben poche le industrie produttrici allineate alle direttive Europee sulla riduzione degli sprechi energetici. Ad oggi un terzo degli apparecchi venduti non dispone dell’eliminazione automatica dello standby, che pure sarebbe prevista dalla legge.

Tra gli apparecchi che consumano di più in standby si segnalano:

  • Forno a microonde: circa 27 kWh
  • Console videogiochi: circa 10 kWh
  • Caffettiera elettrica: 8 kWh
  • Televisore: circa 5 kWh
  • Cordless: 2,9 kWh
  • Computer desktop: da 1,5 a 5,5 kWh
  • Caricabatterie: 0,26 kWh

Hanno consumi inferiori congelatore e lavastoviglie. Quest’ultima, infatti, è dotata di un interruttore elettrico meccanico e non consuma se non è in azione.

Elettrodomestici in standby: quanto costano ogni anno?

Elettrodomestici in stand by: quanto costano ogni anno

La bolletta dell’energia elettrica risente anche del consumo in standby di altri elettrodomestici: frigorifero, impianto satellitare, citofono, fax, decoder, videoregistratore, modem, spazzolino elettrico, punti luce. Insomma: tutto concorre a far lievitare il consumo di energia elettrica.

Lo studio condotto da EURECO, che ha selezionato famiglie composte da almeno tre membri e con consumi minimi pari a 2500 kWh/anno, segnala un impatto del 10% del consumo standby sul costo della bolletta.

Tradotto in cifre, ogni anno una famiglia del Belpaese spende circa 80 euro in più di energia elettrica a causa degli apparecchi che restano accesi a sua insaputa.

Azzerare i consumi elettrodomestici in standby? Semplice, come staccare una spina

Mai come stavolta prevenire è meglio che curare. Come abbiamo già visto nell’articolo 8 trucchi per risparmiare sulle bolletta di luce e gas, contenere il consumo degli elettrodomestici è una missione tutt’altro che impossibile. Basta prendere pochi accorgimenti e affidarsi al buonsenso per evitare inutili rincari sulla bolletta della luce.

Ricordando che standby non significa fine del consumo dell’elettricità, ma soltanto riduzione, sarà sufficiente staccare la spina degli elettrodomestici tutte le volte che questi non vengono utilizzati. Tale regola va rispettata sia se si è presenti in casa che, soprattutto, quando sei fuori casa per brevi o lunghi periodi.

Gli sprechi maggiori (e più ingiustificati) di energia avvengono infatti durante le ferie, quando si ha la pessima abitudine di lasciare gli apparecchi della propria casa in modalità standby.

Prima di partire, quindi, sarà opportuno svuotare frigorifero e surgelatore e avere cura di staccare, ove presente, lo scaldabagno.