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Dal 2021 i pezzi di ricambio degli elettrodomestici saranno reperibili per almeno 7 anni

Quante volte dopo aver acquistato un elettrodomestico ci è capitato che questo si rompesse e che fosse impossibile trovare il pezzo di ricambio?

A partire dal 2021 questo non accadrà più, perché grazie alle nuove normative dell’Unione Europea i pezzi di ricambio della maggior parte degli elettrodomestici dovranno essere reperibili per almeno 7 sette anni e addirittura alcuni pezzi di frigoriferi, lavastoviglie e lavatrici fino a dieci anni, considerando il periodo a partire dalla data di acquisto del prodotto. Una bella svolta se si pensa che attualmente conviene buttare un elettrodomestico rotto semi funzionante, perché difficile trovare pezzi di ricambio o perché il pezzo da sostituire ha un costo elevato che eguaglia il costo dell’elettrodomestico stesso.

La nuova norma si colloca nell’ambito della progettazione ecocompatibile con l’obiettivo di incentivare la riparabilità e la riciclabilità dell’elettrodomestico, riducendo gli sprechi e l’inquinamento da rifiuti.

Come funziona la norma e a quali elettrodomestici si rivolge?

La nuova direttiva Europea Ecodesign stabilisce che dovranno essere reperibili, a partire da Marzo 2021, i pezzi dei seguenti elettrodomestici:

  • Frigoriferi
  • Lavatrici
  • Lavastoviglie
  • Display elettronici (compresi i televisori)
  • Sorgenti luminose e alimentatori separati
  • Fornitori di energia esterna (gruppi elettrogeni e di continuità)
  • Motori elettrici
  • Frigoriferi con funzione di vendita diretta (ad esempio Frigoriferi nei supermercati, distributori automatici di bevande fredde)
  • Trasformatori di potenza
  • Attrezzature per saldatura

La normativa specifica anche che le parti di ricambio al momento saranno rese disponibili solo ai riparatori professionisti. Inoltre un altro punto cruciale della normativa sancisce che dovranno essere messi in commercio elettrodomestici meno energivori, quindi che consumino poco, e facili da smontare. Tutto questo dovrà incentivare lo sviluppo dell’ economia circolare, infatti la possibilità di rigenerare gli elettrodomestici e ri-utilizzarli da un lato porterebbe dei vantaggi come la notevole riduzione dei rifiuti e degli sprechi, che come già visto risulta essere un problema ancora attuale e in crescita; dall’altro lato potrebbe comportare degli svantaggi, infatti per molti questa nuova attività rischierebbe di frenare la vendita di elettrodomestici tecnologicamente più avanzati.