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Abolizione della plastica monouso per un ambiente plastic free

Continua la lotta all’uso della plastica, infatti dal 2021 la nuova direttiva dell’Unione Europea vieta i prodotti di plastica monouso, non si potranno più usare posate, piatti e cannucce di plastica.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione della lotta alla plastica per un pianeta sempre più sostenibile ma soprattutto plastic free, dove il cittadino è sempre più attento allo spreco e consapevole. Si perché guardando i dati attuali, emerge che il 40% della plastica prodotta ogni anno è proprio quella monouso, sempre più difficile da smaltire, rischia di rimanere nell’ambiente per centinaia di anni, provocando gravi danni. Il problema dell’inquinamento dovuto alla plastica è stato sollevato più volte anche da Legambiente, soprattutto per i fondali marini. L’ associazione infatti sostiene che la continua dispersione della plastica, per il 90% vada a finire sulle spiagge e nel mare, e che se non smaltita correttamente, rischia di disperdersi in acqua senza sparire del tutto, viene ingerita dai pesci fino ad arrivare sulle nostre tavole.

L’obiettivo della nuova direttiva è proprio quello di evitare l’inquinamento e l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 e consentire un risparmio complessivo di 22 miliardi di euro.

Cosa succederà a partire dal 2021 con l’abolizione della plastica?

A fronte di tutto questo a partire dal 2021 la plastica monouso scomparirà definitivamente e la Commissione Europea ha stilato un elenco di oggetti che dovranno scomparire e che risultano essere quelli maggiormente presenti sui nostri fondali marini. Vediamo insieme quali sono, nell’ infografica successiva redatta dalla Commissione Europea.

abolita plastica monouso

Gli oggetti più pericolosi risultano essere le forchette e le cannucce di plastica che sembra provochino gravi danni duraturi all’ambiente.

Per questo molti di noi, ma anche molte attività commerciali già dalla scorsa estate hanno iniziato a mettere in pratica alcune regole volte alla riduzione dell’uso del consumo di plastica, ma soprattutto all’abolizione dell’ uso di cannucce e alla sostituzione di piatti e posate di plastica con stoviglie riciclabili; per andare incontro ad un approccio sempre più plastic free. Inoltre un’altra regola importante è quella di effettuare la raccolta differenziata per il corretto riciclo dei vari materiali. L’accordo con la Commissione Europea ha inoltre stabilito degli ulteriori obiettivi come la possibilità di raccogliere entro il 2029 il 90% delle bottiglie di plastica (per esempio attraverso il sistema dei vuoti a rendere), inoltre entro il 2025 tutte le bottiglie di plastica dovranno essere prodotte con almeno il 25% di materiale riciclabile e entro il 2030 dovrà essere il 30%. Un altro obbligo sarà quello di etichettare prodotti come tabacco con filtri, bicchieri di plastica, assorbenti igienici e salviettine umidificate in modo che tutti sappiano come smaltirli. L’accordo applica anche il principio del “chi inquina paga”, introducendo una responsabilità estesa per i produttori, in particolare di filtri di sigarette e di attrezzi da pesca, che stabilisce che qualora questi prodotti vengano dispersi nell’ambiente, saranno i produttori stessi a sostenere i costi della raccolta e pulizia. Il risultato finale sarà quello di avere un ambiente sempre più sano, sostenibile, plastic free con una riduzione di  3,4 milioni di tonnellate di CO2 e un risparmio economico di 6,5 miliardi anche per la popolazione.