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Inquinamento del mare: i droni ci aiuteranno a combattere l'emergenza

Contrastare il fenomeno dell’inquinamento marino utilizzando i droni: questi apparecchi tecnologici radiocomandati, volanti ma anche subacquei o navali, sono ormai diffusi in più ambiti e serviranno a monitorare l’ecosistema marino a grandi profondità. Ma non solo.

L’impiego dei droni sarà attivo nella lotta contro l’inquinamento del mare, verificando lo scarico in acqua di sostanze inquinanti e l’erosione delle coste, e contrastando la presenza delle plastiche galleggianti. Del loro utilizzo e dei progetti per il futuro si è parlato nel corso del “Sea Drone Tech Summit 2019”, evento di settore andato in scena ad Ostia il 29 e 30 ottobre e dedicato a droni e sistemi robotici per impiego marino e subacqueo. Ecco quali sono le novità del settore.

Inquinamento mare: cause e numeri

Mari e oceani sono invasi da rifiuti galleggianti, questo purtroppo lo sappiamo bene. Sacchetti di plastica, pesticidi, palloni, scarpe, materiali di imballaggio. I pezzi di plastica possono causare gravi problemi ai pesci, restando nella loro gola o ostruendone il tratto digerente, ma possono anche tornare sulla terraferma, inquinando così spiagge e zone costiere. Quando si parla di oceani di plastica, non si possono trascurare i numeri e la loro portata. Come abbiamo già visto, ogni anno si stima che finiscano nelle acque marine dai 4,8 ai 12,7 milioni di rifiuti plastici. Nei mari inquinati sono già terminati complessivamente almeno 86 milioni di tonnellate di plastica, di cui una buona parte giace depositata sui fondali.

Le novità più interessanti del Sea Drone Tech Summit 2019

Il mare inquinato non è solo una parte marginale dell’inquinamento nel mondo per questo occorre il massimo impegno per trovare soluzioni in grado di contrastarlo. L’utilizzo dei droni, in tal senso, risulta utile anche per rilevare le immagini dell’inquinamento dell’acqua e monitorarne costantemente lo stato.

I modi per fronteggiare questa emergenza sono stati oggetto di dibattito nel congresso, organizzato dall’associazione Ifimedia e dalla società Mediarkè e promosso dal Municipio Roma X e dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre.

L’evento ha registrato la presenza di oltre 200 esperti, ricercatori e tecnici, civili e militari, provenienti da tutta Italia. Il Sea Drone Tech Summit 2019 si è articolato in tre sessioni (droni e robot subacquei, droni navali di superficie, droni aerei per impiego marino) per un totale di 25 relazioni, con 14 espositori nazionali e internazionali e 10 dimostrazioni operative di droni in vasca e in mare.

Tra le novità più interessanti il modello definitivo del progetto europeo “SARA”, un drone aereo vincolato per il soccorso in mare, e i droni sottomarini “Venus Swarm” dell’ENEA, “Silver 2” della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, “FeelHippo” dell’Università di Firenze, “Zeno” di MDM Team, “Argo” di Rovcraft e “Sibiu Pro” della spagnola Nido Robotics.

Inoltre hanno suscitato grande curiosità alcuni droni aerei per applicazioni marine, come la famiglia “Falco” di Leonardo, il “Cobra” e il “Bramor”.

A questi gioielli tecnologici è affidato il compito di aiutare l’uomo a contrastare uno dei più grandi problemi dell’umanità.