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Tecnologie green: a Milano il grafene ci salverà dalle buche

Oggi la vita di tutti i giorni è frenetica, ricca di impegni, spesso scandita dagli spostamenti. E raggiungere un posto lontano della città, specie se si vive in una metropoli, può trasformarsi in un’autentica odissea.

Strade come giungle, piene di ostacoli disseminati lungo tutto il percorso. Spesso il nemico da schivare ha un nome noto: buca. Salvarsi, mai come in questo caso, significa restarne lontani e salvaguardare l’incolumità propria e del proprio veicolo. All’orizzonte si affaccia però una soluzione. Per risolvere il problema, a Milano, è in via di sperimentazione l’asfalto al grafene, una tecnologia green e a basso impatto ambientale che contribuisce a tutelare la sicurezza stradale e a “salvare” il pianeta. Scopriamo di cosa si tratta e quali vantaggi può comportare.

Grafene, una scoperta da premio Nobel

Grafene fa rima con tecnologia green. Questo nuovo materiale, fatto di carbonio, ha una struttura ordinata a due dimensioni. La sua scoperta è datata 2004 ed è stata piuttosto casuale. All’epoca, infatti, gli scienziati Andre Geim e Konstantin Novoselov cercavano un modo per ottenere uno strato di grafite più sottile possibile. Asportandone una striscia alla volta, hanno ottenuto questo strato di carbonio monoatomico che è valso loro la conquista del Premio Nobel per la Fisica nel 2010. Conduttività elettrica, resilienza e suscettibilità termica sono le caratteristiche principali di questo materiale del futuro, ma anche del presente, visto che ha già fatto breccia in diversi campi: dalla medicina alla tecnologia, passando per aeronautica, esplorazione spaziale ed elettronica.

Strade d’Italia: quanti incidenti causano le buche?

tecnologia green per risolvere il problema delle buche

Utilizzare il grafene sulle strade italiane significa diminuire la formazione di buche e aumentare il livello di sicurezza, o almeno provarci. Le voragini causate dalla cattiva gestione delle arterie stradali e dalla posa di materiali poco resistenti sul suo manto, costituiscono da sempre una delle principali cause di incidenti.

Soltanto nel 2018, come rilevato dall’Istat, sono stati 768 (pari allo 0,5% del totale) i sinistri accertati provocati da una buca o dal tentativo di evitarla da parte degli utenti della strada. L’impiego di tecnologie green come il grafene raddoppia la vita utile del manto stradale, migliorando sensibilmente le prestazioni delle pavimentazioni stradali.

Grafene, tecnologia green al servizio della sicurezza: i tratti interessati

grafene

Il suo approdo in Italia è frutto di un accordo tra Iterchimica, azienda che si occupa di additivi per asfalto, e la Città metropolitana di Milano. Ovviamente invisibile a occhio nudo, il grafene presenta un modificante, chiamato Gipave, che permetterà alla strada di durare più a lungo e di essere ecologica. Il suo impiego consentirà il riciclo di materiali, una maggiore longevità delle strade e la conseguente diminuzione della loro manutenzione.

Il progetto è stato finanziato da un bando della Regione Lombardia, sviluppato con la collaborazione di G.Eco, dell’ Università degli Studi di Milano Bicocca e di Directa Plus. Inutile dire che, se verranno confermati (o soltanto avvicinati) i risultati ottenuti in laboratorio, si potrà parlare di un successo. I test effettuati “al chiuso” hanno infatti certificato un aumento della durata della pavimentazione pari al 250%.

I tratti interessati da questa sperimentazione sono la SP35 Milano-Meda in zona Paderno Dugnano (500 metri) e Provinciale 40 a Lacchiarella, per ulteriori 600 metri. La scelta della Strada Provinciale 35 non è casuale: optando per un’arteria trafficata, si punta a verificare la durata del manto e la possibilità di eseguire meno interventi di ripristino in futuro. A queste due lingue di asfalto viene affidato il compito di spingere la viabilità verso le tecnologie green, grazie all’uso di pavimentazioni green, ecosostenibili, altamente resistenti e 100% riciclabili. Il rifacimento riguarderà:

  • Lo strato Base;
  • Binder, ovvero lo strato di collegamento;
  • Usura, la parte di asfalto a contatto con i veicoli.

La definitiva svolta verso una mobilità sostenibile, incoraggiata anche dalle direttive europee che impongono alle case automobilistiche di destinare entro il 2025 una quota di mercato del 20% alle auto a emissioni zero o a basse emissioni (sotto i 50 g/km di CO2), passa anche attraverso la buona riuscita di questo esperimento. Un (ormai) piccolo passo per la fisica, un enorme passo per la tutela degli automobilisti e dell’ambiente.