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Il revival dei vinili avrebbe un grande impatto sull'ambiente

L’impatto dei vinili sul Pianeta non è così eccitante come la rinascita a cui stiamo assistendo: questi prodotti, infatti, possono creare qualche problema all’ambiente, con ingenti quantità di emissioni di gas serra e riversamenti di acque tossiche nei mari.

In ogni caso, anche lo streaming non sembra una scelta così pulita, a causa delle esigenze importanti di archiviazione ed elaborazione dei dati delle società Cloud, alle quali vengono subappaltati i lavori. Sembra non esserci soluzione allora? E invece, no.

Affrontare questa realtà, partendo dalla consapevolezza che molte delle nostre abitudini fanno male alla natura che ci circonda, è il primo passo per cominciare a fare qualcosa. Iniziamo intanto col conoscere qual è l’impatto dei dischi, in un momento in cui stiamo assistendo ad un vero e proprio revival dei vinili.

Impatto dei dischi vinili: quali rischi corriamo

I principali impianti di pressatura del vinile negli Stati Uniti funzionano senza sosta notte e giorno, inondando le città con rumori assordanti e odori tossici che derivano dalla lavorazione della plastica fusa. È vero, infatti, che le macchine che producono i vinili oggi sono praticamente le stesse del passato e, nonostante lo streaming abbia sempre più successo, il mercato dei dischi è in continua ascesa. Solo negli USA, gli americani spendono infatti tanto in vinili quanto in CD, e nel Regno Unito l’anno scorso si sono registrate vendite per circa 4,3 milioni di esemplari. Visti questi numeri, è importante approfondire la sostenibilità dei vinili e scoprire da dove vengono e come sono fatti.

Sostenibilità dei dischi in vinile

Il processo di creazione di un vinile parte dalle postazioni di pressatura, dove vengono messi tantissimi pellet polimerici grandi come lenticchie, che vengono riscaldati e fusi per formare i dischi che tutti conosciamo. Spesso questi composti vinilici arrivano dalla Thailandia, mentre i pellet di vinile prodotti negli Stati Uniti sono sempre di meno. La maggior parte del cloruro di polivinile (PVC) utilizzato per rispondere a questa nuova tendenza, proviene infatti da Bangkok, dove ha sede la Thai Plastic and Chemicals Public Company Limited (TPC).

È molto difficile quantificare con certezza la proporzione definitiva legata alla produzione di LP, ma il fatto che sono a tutti gli effetti dei prodotti petroliferi non ci fa di certo ben sperare per l’ambiente. Ogni kg di vinile corrisponde, in media, a 140 milioni di chilogrammi di emissioni di gas a effetto serra emessi in un anno, solo negli States. In questo modo, anche la musica è coinvolta nell’inquinamento del Pianeta e, come abbiamo visto in apertura, lo streaming non sembra una risposta totalmente ecologica. Il Cloud ci permette sicuramente di utilizzare meno plastica, ma produce comunque moltissimi gas serra, circa 350 milioni di kg all’anno, il doppio rispetto al settore dei vinili.

Impatto dei vinili e soluzioni green

Smettere di acquistare vinili o di ascoltare la musica in streaming? Assolutamente no. Esistono soluzioni green al problema, senza per forza dover rinunciare alla nostra canzone preferita. Innanzitutto, bisognerebbe adeguare il sistema di produzione dei dischi ai giorni nostri e ridurre in questo modo l’impatto ambientale.

Un’altra buona iniziativa è sicuramente quella di donare nuova vita ai vinili, riciclandoli. La maggior parte delle persone che li compra, in effetti, li colleziona e per questo motivo non li butterà mai. Ma nell’eventualità ci stancassimo di un vecchio LP, ricordiamoci di riciclarlo. Regaliamolo, oppure usiamolo per creare originali e innovativi complementi di arredo.

Ma non finisce qui. Un gruppo di persone tedesche sta studiando la realizzazione di vinili green, ovvero dischi fatti con materiale riciclabile e non di plastica.

Affrontare questa realtà è sicuramente il primo passo per migliorare la situazione e chiedere a gran voce nuove alternative pulite per godere in modo ecologico delle canzoni che amiamo.